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Barzellette sugli avvocati
L’avvocato sta leggendo il testamento di un ricco signore, di fronte agli eredi. “Alla mia cara moglie Rosetta, che mi e’ sempre stata accanto, anche nei momenti difficili, lascio la casa e 2 milioni di euro. A mia figlia Maria, che mi ha accudito соn tenerezza quando ero malato e ha portato avanti la nostra ditta, lascio lo yacht, la ditta stessa e 1 milione di euro. E a mio cugino Daniele, che mi ha sempre odiato e non ha mai perso occasione di litigare соn me, e che pensava di sicuro di non essere nominato nel mio testamento, be’, ti sbagli: Ciao Dani!”
Ore 18, l’avvocato Spampinato sta chiudendo lo studio quando gli arriva una telefonata.
- Pronto?
- Pronto, Avvocato Spampinato?
- Si, si chi parla? – Prrrrrrrrr; una tremenda pernacchia.
L’avvocato Spampinato, offeso e meravigliato chiude cornetta studio e va a casa.
Il giorno dopo, sempre all’ora di chiusura una nuova telefonata.
- Pronto?
- Pronto, Avvocato Spampinato?
- Si, chi parla? – Prrrrrrrrr; una seconda tremenda pernacchia.
L’avvocato Spampinato, offeso e meravigliato chiude cornetta studio e va a casa.
Il giorno dopo, sempre all’ora di chiusura una nuova telefonata.
Terzo giorno stessa scena, quarto giorno stessa scena… l’Avvocato spampinato è furioso, quinto sesto settimo giorno di pernacchie all’ora di chiusura… a questo punto l’avvocato si attrezza, si mette per iscritto tutte le parolacce e gli improperi che conosce, si va a documentare all’osteria vicina fino a che compila una lista chilometrica di insulti, ore 18, solita telefonata, Spampinato alza il telefono di scatto, non dice nemmeno pronto e scarica tutta la lista di parolacce che ha preparato, alla fine si riposa e prende fiato, dall’altro capo del filo: – Avvocato Spampinato … mi meraviglio di lei!!!!!
- Ohhh scusi scusi scusi, chi parla?
- Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
L’avvocato, nell’arringa finale, si indirizza alla giuria composta di soli uomini:
“Signori giurati, volete voi seppellire questa splendida, deliziosa ragazza, dai meravigliosi capelli biondi, gli occhi azzurri, la pelle ambrata e le forme procaci, in una squallida ed angusta cella, invece di rimandarla a casa sua, via dei Belli numero 23, terzo piano, interno 5, telefono 0256…”