Due bambini, un maschio e una femmina, sono al parco e fanno insieme certi giochi sospetti. Lui (torvo): “Insomma deciditi: ci stai o no?”. Lei (reggendosi le braghette e piagnucolando): “Oh, no… Se lo facciamo, lo so, l’angelo custode piange, e non è contento!”. Lui: “Dai… dai… lo sai benissimo che l’angelo custode se ne frega…”. Lei (minacciosa): “Guarda che se insisti ancora, io vado a chiamare la mamma!”. Il volto di lui si illumina: “PERCHE’? LA MAMMA CI STAREBBE?”.
Due bambini, un maschio e una femmina, sono al parco e fanno insieme certi giochi sospetti. Lui (torvo):
“Insomma deciditi: ci stai o no?”. Lei (reggendosi le braghette e piagnucolando):
“Oh, no… Se lo facciamo, lo so, l’angelo custode piange, e non è contento!”. Lui:
“Dai… dai… lo sai benissimo che l’angelo custode se ne frega…”. Lei (minacciosa):
“Guarda che se insisti ancora, io vado a chiamare la mamma!”. Il volto di lui si illumina:
“PERCHE’? LA MAMMA CI STAREBBE?”.