Barzellette su Viaggi e Turisti

C’era una volta una nave соn 500 passeggeri (personale compreso) che fece naufragio e tutti i passeggeri trovarono rifugio in un’isola deserta nella quale abitava il fantasma соn la Honda nera. La sera stessa si presentò il fantasma e disse:
“Sono il fantasma nero, соn i capelli neri, соn la testa nera, соn gli occhi neri, соn le sovracciglie nere, соn il naso nero, соn la bocca nera, соn le guance nere, соn i denti neri, соn la lingua nera, соn il palato nero, соn le labbra nere, соn il mento nero, соn la barba nera, соn il collo nero, соn la nuca nera, соn il petto nero, соn il dorso nero, соn le spalle nere, соn la pancia nera, соn il саzzо nero, соn il сulо nero, соn le gambe nere, соn i piedi neri, соn le unghie nere, соn le braccia nere, соn le mani nere, соn il cappello nero, соn la biancheria intima nera, соn i calzini neri, соn i pantaloni neri, соn la camicia nera, соn la maglia nera, соn il cappotto nero, соn le scarpe nere, соn la casa nera, соn i muri neri, соn il salone nero, соn la camera da letto nera, соn il bagno nero, соn la cucina nera, соn il corridoio nero, соn il letto nero, соn le lenzuola nere, соn le coperte nere, соn il comodino nero, соn lo specchio nero, соn la Honda nera. Oggi mangio i primi 100 di voi”. Così ne rimasero 400. La sera dopo il fantasma соn la Honda nera si presentò di nuovo davanti a loro e disse:
“Sono il fantasma nero, соn i capelli neri, соn la testa nera, соn gli occhi neri, соn le sovracciglie nere, соn il naso nero, соn la bocca nera, соn le guance nere, соn i denti neri, соn la lingua nera, соn il palato nero, соn le labbra nere, соn il mento nero, соn la barba nera, соn il collo nero, соn la nuca nera, соn il petto nero, соn il dorso nero, соn le spalle nere, соn la pancia nera, соn il саzzо nero, соn il сulо nero, соn le gambe nere, соn i piedi neri, соn le unghie nere, соn le braccia nere, соn le mani nere, соn il cappello nero, соn la biancheria intima nera, соn i calzini neri, соn i pantaloni neri, соn la camicia nera, соn la maglia nera, соn il cappotto nero, соn le scarpe nere, соn la casa nera, соn i muri neri, соn il salone nero, соn la camera da letto nera, соn il bagno nero, соn la cucina nera, соn il corridoio nero, соn il letto nero, соn le lenzuola nere, соn le coperte nere, соn il comodino nero, соn lo specchio nero, соn la Honda nera. Oggi ne mangio altri 100”. Così ne rimasero 300. La sera dopo il fantasma соn la Honda nera si presentò di nuovo davanti a loro e disse:
“Sono il fantasma nero, соn i capelli neri, соn la testa nera, соn gli occhi neri, соn le sovracciglie nere, соn il naso nero, соn la bocca nera, соn le guance nere, соn i denti neri, соn la lingua nera, соn il palato nero, соn le labbra nere, соn il mento nero, соn la barba nera, соn il collo nero, соn la nuca nera, соn il petto nero, соn il dorso nero, соn le spalle nere, соn la pancia nera, соn il саzzо nero, соn il сulо nero, соn le gambe nere соn i piedi neri, соn le unghie nere, соn le braccia nere, соn le mani nere, соn il cappello nero, соn la biancheria intima nera, соn i calzini neri, соn i pantaloni neri, соn la camicia nera, соn la maglia nera, соn il cappotto nero, соn le scarpe nere, соn la casa nera, соn i muri neri, соn il salone nero, соn la camera da letto nera, соn il bagno nero, соn la cucina nera, соn il corridoio nero, соn il letto nero, соn le lenzuola nere, соn le coperte nere, соn il comodino nero, соn lo specchio nero, соn la Honda nera. Oggi ne mangio altri 100”. Così ne rimasero 200. La sera dopo il fantasma соn la Honda nera si presentò di nuovo davanti a loro e disse:
“Sono il fantasma nero, соn i capelli neri, соn la testa nera, соn gli occhi neri, соn le sovracciglie nere, соn il naso nero, соn la bocca nera, соn le guance nere, соn i denti neri, соn la lingua nera, соn il palato nero, соn le labbra nere, соn il mento nero, соn la barba nera, соn il collo nero, соn la nuca nera, соn il petto nero, соn il dorso nero, соn le spalle nere, соn la pancia nera, соn il саzzо nero, соn il сulо nero, соn le gambe nere соn i piedi neri, соn le unghie nere соn le braccia nere, соn le mani nere, соn il cappello nero, соn la biancheria intima nera, соn i calzini neri, соn i pantaloni neri, соn la camicia nera, соn la maglia nera, соn il cappotto nero, соn le scarpe nere, соn la casa nera, соn i muri neri, соn il salone nero, соn la camera da letto nera, соn il bagno nero, соn la cucina nera, соn il corridoio nero, соn il letto nero, соn le lenzuola nere, соn le coperte nere, соn il comodino nero, соn lo specchio nero, соn la Honda nera. Oggi ne mangio altri 100”. Così ne rimasero 100. La sera dopo il fantasma соn la Honda nera si presentò di nuovo davanti a loro e disse:
“Sono il fantasma nero, соn i capelli neri, соn la testa nera, соn gli occhi neri, соn le sovracciglie nere, соn il naso nero, соn la bocca nera, соn le guance nere, соn i denti neri, соn la lingua nera, соn il palato nero, соn le labbra nere, соn il mento nero, соn la barba nera, соn il collo nero, соn la nuca nera, соn il petto nero, соn il dorso nero, соn le spalle nere, соn la pancia nera, соn il саzzо nero, соn il сulо nero, соn le gambe nere, соn i piedi neri, соn le unghie nere, соn le braccia nere, соn le mani nere, соn il cappello nero, соn la biancheria intima nera, соn i calzini neri, соn i pantaloni neri, соn la camicia nera, соn la maglia nera, соn il capotto nero, соn le scarpe nere, соn la casa nera, соn i muri neri, соn il salone nero, соn la camera da letto nera, соn il bagno nero, соn la cucina nera, соn i corridoio nero, соn il letto nero, соn le lenzuola nere, соn le coperte nere, соn il comodino nero, соn lo specchio nero, соn la Honda nera. Oggi ne mangio altri 50”. Così ne rimasero 50. La sera dopo il fantasma соn la Honda nera si presentò di nuovo davanti a loro e disse:
“Sono il fantasma nero, соn i capelli neri, соn la testa nera, соn gli occhi neri, соn le sovracciglie nere, соn il naso nero, соn la bocca nera, соn le guance nere, соn i denti neri, соn la lingua nera, соn il palato nero, соn le labbra nere, соn il mento nero, соn la barba nera, соn il collo nero, соn la nuca nera, соn il petto nero, соn il dorso nero, соn le spalle nere, соn la pancia nera, соn il саzzо nero, соn il сulо nero, соn le gambe nere, соn i piedi neri, соn le unghie nere, соn le braccia nere, соn le mani nere, соn il cappello nero, соn la biancheria intima nera, соn i calzini neri, соn i pantaloni neri, соn la camicia nera, соn la maglia nera, соn il cappotto nero, соn le scarpe nere, соn la casa nera, соn i muri neri, соn il salone nero, соn la camera da letto nera, соn il bagno nero, соn la cucina nera, соn il corridoio nero, соn il letto nero, соn le lenzuola nere, соn le coperte nere, соn il comodino nero, соn lo specchio nero, соn la Honda nera. Oggi ne mangio altri 49”. Così ne rimase solo uno, il Capitano. Il giorno dopo il Capitano era disperato. Sapeva che era arrivata la sua ora. Così decise di fare una camminata nell’isola per vedere il mondo per l’ultima volta. Mentre camminava trovò una moto Kawasaki piena di benzina. “Forse è la mia ultima speranza” pensò. Così ci salì sopra e si mise a correre. Il fantasma соn la Honda nera lo inseguì, lo prese e se lo mangiò. Morale della favola? La Honda è più veloce della Kawasaki.
Su una nave tutti i membri dell’ equipaggio sono balbuzienti. Un giorno, mentre la nave e’ al largo, la vedetta scorge una nave in lontananza:
“Ca-ca-capi-pi-pi-ta-ta-tano, una na-na-na-ve a dri-dri-dritta!”.
“So-so-sono a-a-ami-mi-mici o ne-ne-nemi-mi-mici?”. All’ improvviso la nave in lontananza spiega una bandiera nera, соn teschio e tibie incrociate. La vedetta urla:
“Ca-ca-capi-pi-pi-ta-ta-tano, i pi-pi-pi-pi,i pi-pi-pi-pi,i PI-PI-RA-RA-TI !!!!”. Il capitano chiama il nostromo:
“No-no-nostro-stro-stromo, pre-pre-presto!”. Arriva il nostromo:
“S-s-s-si, ca-ca-capi-pi-pi-ta-ta-tano?”.
“Ci-ci-ci so-so-sono i pi-pi-pi-pi,i pi-pi-pi-pi,i PI-PI-RA-RA-TI !!!”. Intanto la nave pirata si avvicina. Il nostromo convoca i marinai:
“Tu-tu-tu-tutt-tt-tt-tti s-s-sul po-po-po-ponte!”. I marinai arrivano e rispondono:
“Si-si-si-siss-ss-ss-ssign-gn-gn-gnor-r-r-r-r-re!”. Il capitano annuncia:
“Ci-ci-ci so-so-sono i pi-pi-pi-pi,i pi-pi-pi-pi,i PI-PI-RA-RA-TI !!!!”. Scena di panico generale, mentre la nave pirata e’ sempre piu’ vicina. Il capitano prosegue:
“Ma-ma-ma-ma…”. Arriva la mamma del capitano:
“Si-si-si, fi-fi-figlio, hai ch-ch-ch-chiama-ma-ma-ma-mato?”. Il capitano:
“N-n-n-o, st-st-sta-stavo d-d-d-ice-ce-cendo ma-ma-ma-mari-ri-rinai, no-no-noi co-co-co-comba-ba-batt-tt-ttere-re-remo co-co-contro i pi-pi-pi-pira-ra-ra-rati, pe-pe-per le no-no-nostre vi-vi-vite e pe-pe-per la pa-pa-pa-pa…”. Arriva il papa’ del capitano:
“Si-si-si, fi-fi-figlio, hai ch-ch-ch-chiama-ma-ma-ma-mato?”.
“N-n-n-o, st-st-sta-stavo d-d-d-ice-ce-cendo pe-pe-per la pa-pa-pa-pa-patr-tr-tria”. La nave pirata e’ ormai vicinissima. Il capitano ordina:
“Uo-uo-uo-uomi-mi-mi-mini, ai ca-ca-ca-cann-nn-nno-noni!”.
“Si-si-si-siss-ss-ss-ssign-gn-gn-gnor-r-r-r-r-re!”. La nave pirata sta per iniziare l’ arrembaggio… Capitano:
“Fuo-fuo–fuo-fuo-fuo-fuo-fuo-fuoc-c-c-c-c-c-co !!!!!”. E i cannoni: ‘PU-PU-PU-PU-PU-PU-PU-PU-PU-PU-PU-PUMMM!!!!!!’
Un italiano dopo un periodo di ferie in Algeria sta per tornare in Italia quando al porto vede un algerino che vende una strana merce. “Che cosa sono?”.
“Fiсhе secche”.
“Fichi secchi? Che schifo!”.
“No. Non fichi secchi: fiсhе secche”.
“Come, fiсhе secche? E a che diavolo servono?”.
“Beh, le vendo ai capi-carovana. Sa, a volte fanno spedizioni attraverso il deserto che durano settimane… mesi addirittura. Sono tutti uomini e certe esigenze si fanno sentire… Basta un poco d’acqua per ravvivarle e le garantisco che danno certe soddisfazioni!”.
“Ma guarda un po’ questi algerini che si s’inventano per far soldi! Quanto costano?”.
“Ecco… in euro… facciamo 6 l’una”.
“Una? e se ne prendo un centinaio?”.
“Beh, cento… facciamo 400euro”.
“E le spese di trasporto per l’Italia?”
“Beh, facciamo 450euro tutto compreso, fino al porto di Genova. Poi si arrangi lei”. Il tizio ci pensa un po’ su… poi accetta pensando all’affare che fara’rivendendole in Italia … magari in bottiglia sigillata, соn la scritta “diluente erotico speciale”. Un po’ di pubblicità… si mette almeno venti euro nette in tasca per ogni confezione! Un affare!… Se poi la moda prende piede… “Ma se me servono ancora?”.
“Quante ne vuoi… pagamento anticipato però”.
“Ok, ok. Affare fatto, ti pago in dollari”. Paga, e gli da’ l’indirizzo di dove spedire la merce e finalmente parte per l’Italia. Meno di un mese dopo gli arriva una comunicazione dalla dogana di Genova: deve presentarsi subito. Si fa prestare un furgoncino da un amico, infila l’autostrada e si precipita a Genova. L’impiegato della dogana lo conduce dal direttore che gli chiede aprendo uno degli scatoloni:
“Ma che roba è questa?”.
“Fiсhе secche!”.
“Fichi secchi? E’ sicuro?”.
“No, no… fiсhе secche, si ravvivano соn un liquido speciale e sono pronte per l’uso. Но controllato: non ci sono regolamenti o leggi che ne impediscano l’importazione”.
“Già, non è contemplato…”. Ne prende una, l’avvicina al naso, fa una smorfia disgustata:
“Come al solito… l’hanno fatta fesso: questi sono buchi del сulо!”
Un turista americano e’ in visita a Venezia ed ovviamente vuole girarla in gondola. Sale, si accomoda e poi si rivolge al gondoliere:
“Bella questa little ship, quanto tempo impiegate a costruire this?”. Il gondoliere si gongola e comincia a raccontare:
“Sa, sior, chi la fa i xe maestri d’ascia, serve duxento tochi de legno, deve prendere la forma… un anno circa”. L’americano se la ride e risponde:
“Noi in USA соn nostra high tecnology impieghiamo 1 month, 1 mese”. Il gondoliere ci rimane un po’ male e continua a vogare. Dopo un po’ passano davanti a Ca’ Dario e l’americano ricomincia:
“Wonderful this palace, quanto avete impiegato a costruirlo?”. Il gondoliere fiero spiega:
“Vedeo, sior, questo xe un tipico esempio de la splendida arte de la Serenissima Repubblica coi so marmi, i lavori de cesello… decine de anni sior”. L’americano esplode in una sonora risata:
“Noi in USA costruiamo palaces in serie like this, uno ogni 6 mesi”. Il gondoliere, ferito nel patrio orgoglio, comincia a meditare la vendetta verso l’americano cafone. Si fermano in Riva degli Schiavoni ed il gondoliere accompagna l’ospite fino a Piazza San Marco. Qui l’americano si ferma ad ammirare la Chiesa соn i suoi mosaici dorati e ricomincia:
“Oh, very, very good this church… quanti tempo avete impiegato per costruire?”. A questo punto il gondoliere, соn un ghigno beffardo, risponde:
“Me spiase, sior, no so cossa dirghe, co son passato ieri no ghe gera miga tuta sta roba”.