Skip to main content
Due ragazze venete stanno facendo l’autostop. E’ estate, fa un caldo boia, dall’asfalto sale un’onda di calore insopportabile, e la strada non ha un filo d’ombra, e non passa nessuno. Dopo una lunga ora interminabile, si vede in lontananza un puntolino, e’ una macchina! Si avvicina e le due ragazze vedono che la targa e’ tedesca. A bordo, ci sono due tedeschi. – Mi non so parlar el crucco – dice la prima all’altra – Prova un po ti’!- e la manda avanti. La poverina gesticola un po’, fa dei segni, ripete due o tre volte il nome della citta’ dove devono andare, e alla fine il tedesco al volante fa cenni di aver compreso, e risponde: – Jawhol ! -Cosi’ la seconda torna indietro dall’amica che vuole sapere come e’ andata la conversazione. – Che xe che te ga dito? – le chiede. – Me ga dito che jawhol – La tizia allora si guarda attorno (il calore dell’asfalto e’ un forno), guarda la strada deserta e ci pensa su un momento…- Beh… se a vol, noi ghe a demo… –
Internet ha molte caratteristiche in comune col pene umano. Per esempio:
1) Nei tempi andati il suo unico scopo era quello di trasmettere informazioni vitali per la conservazione della specie. Ancora oggi c’è chi la pensa così, ma la gran маssа lo usa solo per divertimento.
2) Non ha coscienza, né memoria. Lasciato a se stesso, continuerà a fare le stesse stupide cose che ha sempre fatto.
3) Può essere online o non. Quando è online è più divertente, ma distoglie terribilmente dal lavoro.
4) È un ottimo mezzo per comunicare соn gli altri. Alcuni trattano questo modo di comunicare соn molta serietà, altri come un divertimento passeggero e superficiale. A volte è difficile capire соn che tipo di persona hai cominciato a comunicare, finché non è troppo tardi.
5) Giocarci è estremamente divertente, ma attenzione: se non prendi le giuste precauzioni puoi contagiarti соn un virus.
6) Non ha cervello, eppure esercita una grande influenza sul cervello di chi lo usa.
7) Ci sono mille manuali che pretendono di insegnare ad adoperarlo come si deve, ma l’unico modo per goderne veramente a fondo è sperimentare il più possibile.
8) In generale gli viene data più importanza di quanto non meriti la sua estensione.
9) In ogni caso si esagera sempre sulle sue dimensioni.
10) Per usarlo bene è fondamentale sapere dove mettere le mani: toccare il tasto sbagliato può avere effetti assolutamente frustranti.
11) Se non stai attento a come lo usi ti può mettere nei pasticci.
12) Ai livelli più elementari è una questione di pura manualità. Man mano che lo utilizzi per scopi più sofisticati, entrano in gioco il cervello, l’intelligenza, la cultura.
13) Funziona quando gli pare. A volte, se non stai attento, può condizionare la tua vita sociale.
14) Può diventare un grande argomento di conversazione, ma questo succede soprattutto nelle serate tra soli uomini.
15) Una volta che hai cominciato a giocarci è difficile smettere. Alcuni ci giocherebbero tutto il giorno, se non fossero costretti a lavorare.
16) Il mondo è diviso in due: chi ce l’ha e chi non ce l’ha.
17) Chi ce l’ha è ossessionato dalla paura che gli cada.
18) Chi ce l’ha pensa che chi non ce l’ha sia in qualche modo inferiore.
19) Chi ce l’ha pensa che gli dia un enorme potere.
20) Chi non ce l’ha pensa: sarà anche un bel giocattolo, ma vale la pena di darsi tutto quel daffare per averlo?
21) Chi non ce l’ha pensa che prima o poi dovrà provarlo.
Una bionda ha completamente distrutto la sua automobile in un incidente terrificante. Miracolosamente, è riuscita ad uscire dal rottame senza un graffio e si sta applicando il rossetto quando arriva un poliziotto della stradale. “Mio Dio!” esclama il poliziotto “la vostra automobile assomiglia ad una fisarmonica che sia stata calpestata da un elefante. State bene, signora?”.
“Sì, agente, sto bene” risponde la bionda. “Bene, signora, ma come diavolo ha fatto a ridurla cosi’? ? ” chiede il poliziotto dopo aver esaminato l’automobile distrutta. “Oh, agente, una cosa stranissima!” risponde la bionda “Stavo guidando lungo questa strada quando all’improvviso questo ALBERO spunta su davanti a me. Così sterzo a destra e c’e’ un altro albero! Sterzo a sinistra e c’e’ un ALTRO albero! Sterzo a destra e c’e’ ancora un altro albero! Allora sterzo a sinistra e…”.
“No, no, signora” le dice l’agente interrompendola “non c’e’ un albero su questa strada per 30 miglia. Quello era il suo deodorante per l’auto che oscillava avanti e indietro”.
L’anziano signor Smith e sua moglie, rimpiangendo i bei giorni della loro infanzia, decidono di visitare l’asilo dove si sono incontrati la prima volta. Cercano l’albero dove hanno inciso il cuore соn le loro iniziali e si baciano ancora nello stesso angolo dove si sono baciati la prima volta.
Sulla strada di casa trovano una borsa piena zeppa di soldi e, senza pensarci due volte, se ne impossessano. Il giorno seguente due poliziotti suonano alla porta degli Smith e dicono:
“Stiamo chiedendo a tutte le persone che abitano da queste parti, se per caso ieri hanno trovato una borsa piena di soldi”.
La donna nega, ma il marito, sentendosi in colpa, inizia a confessare. “Dovete scusare mio marito- interviene la signora Smith, – è vecchio e la testa… capite”.
Ma il marito insiste:
“No, sono perfettamente lucido. Ieri mia moglie ed io tornavamo dall’asilo, quando…”.
“Capisco -interrompe il poliziotto – proviamo in un’altra casa”.
Una coppia di anziani viene intervistata nel corso di una trasmissione televisiva perché, sposati da 50 anni, non avevano mai litigato. Il presentatore, соn grande curiosità, domanda all’anziana:
- Ma, voi, veramente non avete mai litigato in 50 anni?
- No! – risponde l’anziana.
- Ma, com’è possibile??? – insiste il presentatore.
- Guardi, quando ci siamo sposati mio marito aveva un cavallo a cui teneva moltissimo; era la creatura a cui lui teneva di più in assoluto. Il giorno delle nostre nozze questo cavallo tirava il nostro calesse; a un certo punto il cavallo inciampò su di un sasso e mio marito gli urlò:
“Uno!”.
Dopo qualche metro il cavallo inciampò di nuovo e mio marito gli urlò:
“Due!”.
Ma la terza volta che il cavallo inciampò, mio marito tirò fuori la рisтоlа e ammazzò la povera creatura; io, impietrita, lo rimproverai:
“Ma perché hai fatto una cosa del genere???”. Lui mi urlò in faccia:
“Uno!”