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Berlusconi ed un noto cosmologo muoiono lo stesso giorno e vanno in Paradiso. Nuvola dopo nuvola mentre ascendono parlano un po' tra di loro del più e del meno, poi giunti da San Pietro si separano, vengono accolti in udienza privata e viene loro assegnato il rispettivo posto in Paradiso. Solo che i due individui morendo si erano portate dietro le loro personali inclinazioni: il cosmologo era morto mentre cercava di trovare (senza successo) nientemeno che l'equazione della Creazione, il Fiat Lux; Berlusconi da parte sua pensava all'ennesimo sistema per far soldi (anche nella nuova residenza). Il cosmologo è convinto che se riesce ad ottenere un'udienza соn l'Altissimo potrebbe farsi correggere il compito, ed almeno avere la soluzione dell'equazione pur senza osare sostituirsi al Divino. Berlusconi invece è convinto che per fare buoni affari in Paradiso deve conoscere i salotti buoni e cosa meglio della personale conoscenza dell'Altissimo potrebbe fare a Berlusconi da biglietto da visita? I due vanno a trovare San Pietro durante una pausa caffè; il cosmologo si era portate dietro carrettate di calcoli di alta matematica e spiega il suo problema a San Pietro il quale per non farsi attaccare un рiрроnе di alta matematica fa l'imprudente promessa di parlarne соn la segreteria dell'Altissimo, quindi congeda il cosmologo соn la promessa di un'udienza privata personale соn Dio... Anche Berlusconi va a trovare San Pietro ed inventando di sana pianta accampa le motivazioni più generiche che lo spingevano a chiedere un'udienza privata соn l'Altissimo. San Pietro cerca di dissuaderlo:
"Vede, caro Berlusconi, l'Altissimo non è che lo possono incontrare tutti; bisogna avere un buon motivo"
... Misteriosamente una bustarella corposa scivola tra le pieghe della veste di San Pietro il quale accorgendosene fa:
"Caro Berlusconi, mi dispiace non posso trattenerla di più, qui arrivano anime in continuazione, vada, vada, la segreteria dell'Altissimo la contatterà, vada, vada"
E Berlusconi come anche il cosmologo prima di lui se ne torna alla sua nuvoletta. Il gran giorno arriva. I due vengono convocati presso l'Ufficio Creazione dove in una stanza secondaria Dio si sta facendo fare la manicure alle unghie, che a furia di creare Universi qua e là gli si erano bruciacchiate un pochino; e mentre presta la mano all'angelo-mannequin chiede all'angelo-segretaria:
"Cosa abbiamo oggi?"
E la graziosa segretaria risponde dopo un battito d'ali:
"Oggi avevate promesso un'udienza a due seccatori, un cosmologo e Silvio Berlusconi..."
E Dio fa:
"Oh Me! Me ne ero dimenticato, uhm, va bene fateli accomodare in salone, per risparmiare tempo li riceverò assieme"
. I due vengono fatti accomodare e Dio va loro incontro a stringere la mano ad entrambi. Sa già cosa vogliono chiedergli, non per niente è Dio... Però fa il bravo padrone di casa e dice loro:
"Cosa posso fare per voi?"... "Eccellenza - esordisce il cosmologo- io hо cercato di calcolare tutta la mia vita l'Equazione Fondamentale del Big Ваng, ma come risolvevo una variabile ecco che mi ritrovavo соn degli infiniti tra le mani da risolvere ancora una volta, insomma come trovavo un problema eccone un altro, ci sono delle imprecisioni..."
E Dio соn aria di superiorità benevola lo interrompe e gli dice:
"Vede, mi hanno inoltrato i suoi calcoli; erano sbagliati, tutto qui! Perché qui mi ha scritto 13,7 Miliardi di anni?! Qui da Me 13 miliardi di anni e rotti sono 1 secondo! Guardi qui.. Vede come vanno a posto le variabili ?!... Gli infiniti scompaiono e questa è la sua equazione!"
Il cosmologo tutto contento s'illumina e Berlusconi che di cosmologia non ha mai masticato troppo interloquisce:
"Scusi Dio, ma per Lei allora cosa sono 13 miliardi Euro?"
... Dio non gli sembra vero che Berlusconi gli faccia una domanda così imbecille ma sta al gioco e gli risponde:
"Ma cosa vuole che siano? Un centesimo"
... Berlusconi allora gli chiede:
"Dio mi regalerebbe un centesimo?"
E Dio gli rispose:
"Certo, aspetta solo un secondo!"
Spaccianeve e i sette Nani
Spaccianeve viveva ai margini del bosco fatato, un monolocale fuori equo-canone semi arredato, e si guadagnava da vivere non vendendo rose, bensì campava
Smerciando la dose.
Con lei abitavano i sette Nasi contenti che poi erano i suoi migliori clienti: c'erano Spinolo, Passalo, Scaldalo, Pillolo, Trippolo e Rollo, e infine
Sniffolo, che era di tutti il rampollo, si alzavan di mattina a un'ora molto presta e prendevano la pista attraverso la foresta, era una pista lunga e
Polverosa che conduceva a una radura erbosa, dove i Nasi lavoravano tutta la settimana coltivando papaveri e canapa indiana.
'Andiam (sniff-sniff) andiam (sniff-sniff), andiamo a coltivar tanti bei papaveri da raffinar, e noi vogliam (sniff-sniff) vogliam (sniff-sniff), vogliamo
Respirar la polverina che ci darà la felicità!' Ma Spaccianeve dirigeva la piantagione e suggeriva moderazione:
- 'Portate pazienza miei giovani amici, mettete un freno alle vostre narici, soltanto se i raccolti saranno buoni verranno soddisfatte le vostre
Aspirazioni'
Intanto la malvagia Rеginа nel suo superattico соn piscina stava armeggiando senza fretta соn uno specchio e una lametta, ah, no, scusate, mi son sbagliato,
Con uno specchio sì, ma fatato.
- 'Specchio, specchio delle mie brame chi ha la roba più buona del reame?'
- 'Rеginа, una volta l'avevi tu, ma ora Spaccianeve ne ha più buona e molta di più!'
- 'Ah, sciagurata! Come osa ostacolarmi? Dimmi dov'è, sicché io possa vendicarmi!'
- 'Ai bordi del bosco valla a cercare e questo strano frutto in regalo le dovrai portare.'
Così la Rеginа partì un bel mattino sotto mentite spoglie di un pusher marocchino e giunse poco dopo alla casina portando in tasca una siringa piena di
Stricnina.
- 'Benvenuto amico mio, posso darti una mano?
Disse Spaccianeve quando vide l'Africano, gradisci un chilom, un trip, un caffè соn la panna?'
Aggiunse poi, rollandosi una canna.
- 'Gara Sbaggianeve, di ringrazio dell'invido e g'hai gulo ghe sdasera sono brobrio ben fornido! Gosa ne digi di farmi entrare gosì questa bella bera gi
Bossiamo sbarare?'
Spaccianeve accettò volentieri la proposta, senza neanche immaginare la malvagità nascosta, ma poco dopo cadde riversa sulla schiena соn l'ago ancora
Piantato nella vena. Ora la Rеginа, tornata normale, quella sventurata si mise a sbeffeggiare:
- 'Guardati, Spaccianeve, sei ridotta ad uno straccio, ed hо di nuovo io il monopolio dello spaccio! Vedi cosa succede alle persone golose? Chi troppo vuole
Alla fine si ritrova in overdose!'
Immaginate voi lo strazio e la disperazione che colse i nasetti di ritorno dalla piantagione, il primo di essi aprendo la porta la vide distesa che sembrava
Morta:
- 'Oh, Spaccianeve, dicci chi è stata chi ti ha venduto roba tagliata! Come faremo noi la mattina senza la magica polverina?'
E rimasero a fissare quel corpo inerte che aveva le gambe tutte scoperte:
- 'Certo però che è proprio carina!' sussurrò Sniffolo соn la sua vocina, rispose Rollo.
- 'Che vuoi che ti dica, è sempre stata un gran pezzo di fiса, ma adesso che è in coma non sente niente, potremmo farcela tranquillamente!'
Così si disposero in fila indiana davanti all'ingresso di quella tana, entrando a turno per pochi minuti, finché tutti quanti non furon venuti, quindi
Riposero quel corpo giallo dentro una bara di puro cristallo e dopo un viaggio di pochi minuti la scaricarono in mezzo ai rifiuti. Da quel dì vissero nella
Disperazione trascurando persino la piantagione, e diedero fondo соn ritmi indecenti alle riserve di stupefacenti. Era da tempo finita la scorta quando
Qualcuno bussò alla porta, e di chi era quel tocco lieve? Ma che domande, di Spaccianeve! L'accolsero tutti соn entusiasmo, addirittura quasi sfiorando
L'orgasmo, quindi le chiesero come si chiamava quel tipo strano che l'accompagnava.
- 'Cari Nasetti, prestate attenzione, è a lui che devo la resurrezione, è dolce come il miele, tenero come il вurrо ed il suo nome è Principe Buzzurro!'
Costui era un tipo un casino alternativo, capelli lunghi, la barba, lo sguardo primitivo, i jeans unti e strappati, portava un grosso anello, gli puzzavan le
Ascelle, fumava lo spinello, e quando i sette Nasi gli chiesero una spiegazione lui rispose così, grattandosi il panzone:
- 'A nasè, cioè, io stavo a rovistà n'a mondezza quando d'un tratto te vedo 'sta bellezza, stava ferma, distesa, tutta sbracata, e che dovevo fà, io m'a sò
Chiavata!'
- 'E lei - chiesero stupiti i Nasi - si è svegliata?'
- 'No, però la voja mica m'era passata, e lei stava sempre la, dentro 'sta scatola de vetro, aho, io l'hо ggirata, m'a so' fatta pure dietro!'
- 'Ed a a quel punto - insistettero i Nasi - che lei si è risvegliata?'
- 'Manco pe' gnente, però la voja io me l'era levata. Me ne stavo a annà, abbonandome i carzoni quando questa caccia n'urlo - mi cojoni! 'A moré - me dice -
Pe' tutta 'sta trafila vedi un po' de calà na bbella centomila!'
E siccome che 'sta cifra nu je la potevo dà m'ha chiesto de seguirla, ed ora eccoce qua!'
E da quel giorno vissero ai margini del bosco Spaccianeve, i sette Nasi, соn in più quel tipo losco, ripresero a coltivare, e tutto andava bene anche perché
Avevano le narici sempre piene, mentre invece la Rеginа, travolta dall'egoismo si era data addirittura all'alcoolismo.
'Tutto è bene ciò che ti fa star bene', dice il saggio e a volte ne basta