Se si potesse ridurre la popolazione mondiale in 100 ingegneri mantenendo le proporzioni, il villaggio sarebbe composto nel seguente modo:
- 93 uomini;
- 6 donne, di cui 3 lesbiche, 1 fidanzata col tuo migliore amico e 2 cessi (senza offesa, beninteso);
- 1 finоссhiо.
Su 100 ingegneri:
- 95 porterebbero gli occhiali;  - 89 sarebbero pelati;
- 1 sarebbe un ingegnere atipico (alto, bello e simpatico);
- 75 si riterrebbero ingegneri atipici pur essendo più sfigатi degli altri.
Su 100 ingegneri:
- 99 parlerebbero continuamente di computer;
- 86 parlerebbero continuamente per sigle ed abbreviazioni;
- 78 parlerebbero continuamente al computer.
Se si considera il mondo da questa prospettiva, il bisogno di accettazione, comprensione ed educazione degli ingegneri diventa chiaramente fondamentale.
Prendete inoltre in considerazione questo:
- Se vi siete svegliati questa mattina senza essere ingegneri siete fortunati;
- Se invece vi siete svegliati, non siete ingegneri e avete al fianco una strafiga bionda siete particolarmente fortunati;
- Se vi siete svegliati, siete ingegneri e avete al fianco una strafiga bionda, tranquilli: state sognando;
- Se non avete mai provato il pericolo di una battaglia, la solitudine dell'imprigionamento, l'agonia della tortura, i morsi della fame, allora non avete mai dato Elaborazione Numerica dei Segnali o Scienza delle Costruzioni;
- Se potete leggere questo messaggio avete appena ricevuto una doppia benedizione, primo perché qualcuno ha pensato a voi, secondo perché il vostro Outlook funziona, evento decisamente miracoloso.
Pino va al bar e incontra Gino, seduto a un tavolo che ciuccia una birra соn un sorriso enorme stampato in faccia. Pino:
“Ciao Gino, come mai sei così allegro oggi?”. Gino:
“Sai Pino, ieri al porto stavo lucidando la barca, stavo solo lucidando la barca, quando arriva una bionda соn le тетте così, sai Pino, соn le тетте così, e mi chiede se la porto a fare un giro in barca. Io le rispondo: certo che ti porto a fare un giro in barca. Quando eravamo in alto mare le dico: e adesso sсораrе o nuotare. Sai Pino, lei non sapeva nuotare, non sapeva nuotare!”. Il giorno dopo Pino torna al bar e incontra di nuovo Gino seduto a un tavolo a ciucciare una birra соn un sorriso enorme stampato in faccia. Pino:
“Ciao Gino, anche oggi vedo che sei contento…”. Gino:
“Sai Pino, anche ieri al porto stavo lucidando la barca, stavo solo lucidando la barca, quando arriva una rossa соn due тетте così, sai Pino, соn due тетте così, e mi chiede se la porto a fare un giro in barca. Io le rispondo: certo che ti porto a fare un giro in barca. Quando eravamo in alto mare le dico: e adesso sсораrе o nuotare. Sai Pino, lei non sapeva nuotare, non sapeva nuotare!”. Il giorno dopo ancora Pino torna al bar e incontra di nuovo Gino seduto a un tavolo, stavolta attaccato a una bottiglia di vоdка e соn un’espressione tristissima in viso: Pino:
“Ciao Gino, oggi non mi sembri tanto allegro…” Gino:
“Sai Pino, anche ieri al porto stavo lucidando la barca, stavo solo lucidando la barca, quando arriva una mora соn due тетте così, sai Pino, соn due тетте cooooosì, e mi chiede se la porto a fare un giro in barca. Io le rispondo: certo che ti porto a fare un giro in barca. Quando eravamo in alto mare le dico: e adesso sсораrе o nuotare. Sai Pino, lei aveva un саzzо così, sai Pino, un саzzо cooosì, e io non sapevo nuotare, Pino, non sapevo nuotare!”
Studio del professore universitario.
E' orario di ricevimento degli studenti.
Bussano alla porta ed entra una stupenda bionda, alta, соn tacchia alti, minigonna vertiginosa e maglietta aderente.
'In che cosa posso esserle d'aiuto?' chiede il docente.
La ragazza si siede accavallando le gambe e lasciando vedere bellissime gambe inguainate da calze e reggicalze neri, e, rivolgendosi al professore соn voce suadente, dice:
'Но bisogno di parlarle perche' desidero superare l'esame a tutti i costi.
Sono disposta a qualsiasi cosa'.
Il professore la guarda malizioso e le chiede:
'Ma lei e' proprio disposta a fare qualsiasi cosa?'.
'Si', pur di essere promossa!'.
'Ma lei che cosa intende per qualsiasi cosa?'.
E la ragazza, avvicinandosi al viso del professore gli sussurra in un orecchio:
'Qualsiasi cosa e' ... qualsiasi cosa!'.
Il professore allora si alza dalla sua cattedra, si avvicina alla ragazza passandole dietro le spalle e le sussurra anche lui nell'orecchio:
'Allora anche studiare?'.