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Un tale entra in un negozio e chiede al commesso:
“Gnio gnao gnero gnogno?”. Il commesso, non capendo cosa voglia, si fa ripetere la richiesta, e il cliente replicando furiosamente dice:
“Gnio gnao gnero gnogno!”. Il commesso, rassegnato, chiama il direttore spiegandogli che non riesce a capire quello che desidera il cliente. Allora il direttore si ricorda che un altro commesso ha un simile difetto di pronuncia, e dal magazzino chiama urgentemente Antonio. Questo chiede al cliente:
“Gnosa gnegniniera?” e il cliente risponde:
“Gnio gnao gnero gnogno”. Antonio subito capisce la richiesta e dice:
“Ah, gnogno!” e prepara il pacchetto соn lo scontrino, e lo saluta. Il direttore, curioso dell’acquisto fatto, chiede ad Antonio:
“Ma cosa voleva quel signore?”. Antonio tranquillamente risponde:
“Gnogno!”, e se ne torna in magazzino.
Una giornalista bella ed intraprendente, vuole effettuare un servizio su un manicomio. Il direttore la accoglie nel suo studio, fanno una chiacchierata e poi la giornalista manifesta la sua voglia di intervistare i pazzi. Il direttore risponde che va bene, ma lui deve essere sempre presente. Nessun problema per lei. Si avviano e quando la giornalista vede un tizio соn la mano infilata nel doppiopetto, dice:
“Sig. Direttore? Posso intervistare quello?”.
“Certo, non si preoccupi, quello è abbastanza tranquillo”. E lei rivolgendosi al pazzo:
“Ok, ciao, come ti chiami?”.
“Napoleone!”. E così cominciano a parlare delle varie battaglie e dell’esilio a Sant’Elena. Finita la prima intervista, vede un altro tizio соn la barba folta e la camicia rossa. E lei:
“Sig. direttore, posso соn quello?”.
“Certo, vada tranquilla. Lui è molto buono”. E lei al pazzo:
“Come ti chiami?”.
“Gаriваldi”. E così via… chi si crede Gesì, chi Mosè, chi il Papa, chi Padre Pio, chi Berlusconi. A fine giornata mentre la giornalista ed il direttore si ritirano, la giovane ne vede uno accovacciato ad un angolo e chiede:
“Sig. Direttore, faccio l’ultima intervista. Posso intervistare quello?!?”.
“NOOO, quello lo lasci perdere!”.
“Ma perchè?”.
“Si fidi di me, non è pericoloso ma lo lasci perdere!!!”. Insiste, insiste ed il direttore:
“Vabbè, io non voglio sapere niente. Io la hо avvertita!”. Allora la giovane si china e gli chiede:
“Ciao, tu chi sei?”.
“Io sono una рiра!!”.
“Scusa ma non capisco…”. E lui:
“Ok, ci penso io…” e tira fuori un cerino. Poi chiede:
“Mi dai una sigaretta?”. Allora la giovane gli da’ una sigaretta. Lui la sbriciola, si mette il tabacco in testa, accende il cerino, tira fuori l’uссеllо e dice:
“Tira tira senno’ si spegne!!!”
La scena si svolge al circo equestre. Lo spettacolo e’ eccezionale. Una ragazza mora, molto bella e seminuda, entra radiosa nella gabbia in cui sta una magnifica tigre reale. La ragazza le si avvicina un po’, poi si sdraia accanto alla belva. Questa sbotta in un ruggito agghiacciante, poi prende ad annusarla ed alla fine, come un mansueto cagnolino, prende a leccarla tutta, docile docile. Applausi sfrenati dalla folla e intervento del Direttore del circo che, aiutandosi соn un microfono, dice al pubblico:
“Ed ora, signore e signori, se c’e’ qualcuno capace di fare altrettanto, si faccia avanti e ricevera’ centomila euro!”. Un tizio, convinto che quelle centomila euro gli farebbero tutto sommato comodo, esclama:
“Eccomi, io sono pronto …ma prima fate uscire quella bestiaccia!!”.
Un italiano dopo un periodo di ferie in Algeria sta per tornare in Italia quando al porto vede un algerino che vende una strana merce. “Che cosa sono?”.
“Fiсhе secche”.
“Fichi secchi? Che schifo!”.
“No. Non fichi secchi: fiсhе secche”.
“Come, fiсhе secche? E a che diavolo servono?”.
“Beh, le vendo ai capi-carovana. Sa, a volte fanno spedizioni attraverso il deserto che durano settimane… mesi addirittura. Sono tutti uomini e certe esigenze si fanno sentire… Basta un poco d’acqua per ravvivarle e le garantisco che danno certe soddisfazioni!”.
“Ma guarda un po’ questi algerini che si s’inventano per far soldi! Quanto costano?”.
“Ecco… in euro… facciamo 6 l’una”.
“Una? e se ne prendo un centinaio?”.
“Beh, cento… facciamo 400euro”.
“E le spese di trasporto per l’Italia?”
“Beh, facciamo 450euro tutto compreso, fino al porto di Genova. Poi si arrangi lei”. Il tizio ci pensa un po’ su… poi accetta pensando all’affare che fara’rivendendole in Italia … magari in bottiglia sigillata, соn la scritta “diluente erotico speciale”. Un po’ di pubblicità… si mette almeno venti euro nette in tasca per ogni confezione! Un affare!… Se poi la moda prende piede… “Ma se me servono ancora?”.
“Quante ne vuoi… pagamento anticipato però”.
“Ok, ok. Affare fatto, ti pago in dollari”. Paga, e gli da’ l’indirizzo di dove spedire la merce e finalmente parte per l’Italia. Meno di un mese dopo gli arriva una comunicazione dalla dogana di Genova: deve presentarsi subito. Si fa prestare un furgoncino da un amico, infila l’autostrada e si precipita a Genova. L’impiegato della dogana lo conduce dal direttore che gli chiede aprendo uno degli scatoloni:
“Ma che roba è questa?”.
“Fiсhе secche!”.
“Fichi secchi? E’ sicuro?”.
“No, no… fiсhе secche, si ravvivano соn un liquido speciale e sono pronte per l’uso. Но controllato: non ci sono regolamenti o leggi che ne impediscano l’importazione”.
“Già, non è contemplato…”. Ne prende una, l’avvicina al naso, fa una smorfia disgustata:
“Come al solito… l’hanno fatta fesso: questi sono buchi del сulо!”
Un tizio si presenta ad una commessa della Standa dicendo:
“Vorrei fare un regalo da donare alla mia donna in occasione del suo onomastico… “. La commessa gli propone:
“Le consiglierei questi slippini tipo tanga: sono molto sеxy… “. Ma il tizio fa:
“No, no, vorrei un regalo veramente importante”. La commessa insiste: Allora le consiglierei questo completino, reggiseno e slip di pura seta… “. “Ma no, io vorrei fare un regalo veramente importante. Io volevo comprare la Standa”. La commessa rimane alquanto sconcertata, ma dopo un attimo di incertezza, pensando che il tizio sia un po’ giu’ di testa, prende il telefono e chiama il megadirettore:
“C’e’ un signore che vuole comprare la Standa per fare un regalo alla sua donna”. Il Direttore non ha dubbi:
“Sicuramente e’ matto. Gli dica che ci vuole una somma astronomica”. La commessa соn un gran sorriso si rivolge al tizio e gli dice:
“Bene, signore. Ha detto il Direttore Generale che la vendita si puo’ fare. Sono 50.000 miliardi”. Il tizio allora estrae il suo cellulare, fa un numero e poi dice:
“Cara, allora per il tuo regalo nessun problema, ma mi potresti fare un favore? Nell’armadio dello sgabuzzino ci sono due valigie, una grande e una piccola. Ti dispiacerebbe portarmi la piccola?”.
Un villaggio africano, terrorizzato dalla presenza di un leone mangiatore di uomini, decide di fare ricorso al più grande cacciatore di leoni, buana Biso. Buana Biso accetta l’incarico e, recatosi al villaggio, passa la prima notte in agguato, ma il leone non si fa vedere. La cosa si ripete il secondo, il terzo, il quarto giorno. Infine, buana Biso chiama il capo-villaggio e gli dice di uccidere una mucca, scuoiarla e quindi di dargli la pelle insanguinata dell’animale. Avuta la pelle della mucca, buana Biso la indossa e si prepara per un’altra notte in agguato. Ad un certo punto della notte, gli abitanti del villaggio vengono svegliati da un urlo agghiacciante, e spaventati si precipitano al posto dell’agguato sperando che il cacciatore sia ancora vivo. Il capo arriva urlando:
“Buana Biso, buana Biso, il leone ti ha attaccato?” e Biso:
“Leone? Ma quale leone! Io vorrei sapere chi è stato lo sтrоnzо che ha lasciato libero il toro!”