Barzellette sulla guerra e sui militari
Un generale si accorge che molti dei suoi soldati non sono ancora rientrati alla base. Finalmente ne arriva uno tutto di corsa e gli chiede la ragione del ritardo. Il soldato risponde:
“Mi dispiace, signor Generale, ma posso spiegare. Ero ad un appuntamento, e hо fatto un po’ tardi. Sono corso alla fermata dell’autobus, ma l’hо perso, cosi’ hо affittato un taxi, ma si e’ rotto, poi hо trovato una fattoria, hо comprato un cavallo, che pero’ e’ caduto a terra morto dopo un po’. Allora hо corso per 10 Km, ed eccomi qua”. Il generale non e’ molto convinto della spiegazione, ma visto che almeno il soldato e’ arrivato, lascia correre. Poco dopo, un altro soldato arriva di corsa, anche lui соn il fiatone. “Mi dispiace, signor Generale, ma posso spiegare. Ero ad un appuntamento, e hо fatto un po’ tardi. Sono corso alla fermata dell’autobus, ma l’hо perso, cosi’ hо affittato un taxi, ma si e’ rotto, poi hо trovato una fattoria, hо comprato un cavallo, che pero’ e’ caduto a terra morto dopo un po’. Allora hо corso per 10 Km, ed eccomi qua”. Anche stavolta il generale non e’ molto convinto, ma siccome e’ di buon umore non indaga oltre e lascia andare anche lui. Ma ecco che dopo un po’ arriva un terzo soldato. “Mi dispiace, signor Generale, ma posso spiegare. Ero ad un appuntamento, e hо fatto un po’ tardi. Sono corso alla fermata dell’autobus, ma l’hо perso, cosi’ hо affittato un taxi, ma…”.
“Lasciami indovinare” fa il generale, “si e’ rotto”.
“No, ma per strada c’erano talmente tanti cavalli morti che ci e’ voluta un’eternita’ per passare”.
Sir Lewis, ricco e potente signore di una contea nei pressi di Londra, riceve nella sala delle udienze del proprio maniero il messo di re Riccardo Cuor di Leone, in procinto di partire per la Terza Crociata: «Sua Maestà esige che i casati del Regno gli mandino ciascuno un soldato per irrobustire la sua armata, così da poter scacciare gli infedeli dalla Terrasanta».
Sir Hector risponde che non desidera rischiare la vita del proprio figlio maggiore, in quanto erede al titolo e al patrimonio del casato, ma manderà il figlio secondogenito, abile e forte scudiero соn una buona reputazione alle spalle e desideroso di rendere i propri servigi al sovrano e a Dio stesso.
Poco più tardi, però, il giovane manifesta qualche dubbio: «Padre, come voi stesso mi avete ordinato, io hо appena preso moglie. Siamo giovani, e se andassi in guerra temo che la mia sposa possa non rispettare i voti nuziali…».
Ma Sir Hector trova facilmente la soluzione: manda a chiamare il maniscalco del borgo ai piedi del castello e gli mette a disposizione le ferriere sotterranee affinché forgi una robusta cintura di castità.
Pochi giorni dopo, quindi, il giovane cavaliere indossa l’ armatura e si congeda secondo la tradizione dalla famiglia e dalla servitù, affidando la chiave della cintura di castità al fratello maggiore. Моnта sul destriero, e appena il ponte levatoio si apre galoppa via соn grande eleganza, ma quando è ormai lontano ode una voce familiare che lo invoca соn forza. Voltandosi riconosce il fratello maggiore, a sua volta in sella su di un distinto cavallo, che gli viene incontro соn la chiave in bella vista: «Fratello! Mi hai dato la chiave sbagliata!».
Walter VELTRONI, Romano PRODI, e Silvio BERLUSCONI arrivano tutti e tre in Paradiso e sono ricevuti personalmente da Dio Padre.
Dio interroga prima Veltroni:
- Dimmi, Walter, in che cosa credi?
- Io credo che il motore a scoppio sia un’invenzione del diavolo. Credo anche che dobbiamo proteggere il mondo contro i cloro-fluoro-carburi, e che se continuiamo a usare i freoni o altre macchine da guerra, il mondo sarà ben presto una serra immensa, e tutti gli abitanti della terra saranno morti...
Dio ci pensa sù un po’ e poi dice:
- Va bene! Vieni qui e siediti alla mia sinistra.
Poi, girandosi verso PRODI, gli chiede:
- E tu, Romano, in che cosa credi?
- Io credo nell’uomo e nelle sue qualità. Credo che l’uomo dovrebbe poter fare le proprie scelte liberamente,senza che altre persone gli dicano quello che deve fare.
Dio riflette profondamente in silenzio e poi gli dice:
- Va bene, Romano. Vieni qui, e siedi alla mia destra.
Poi, giratosi verso BERLUSCONI, chiede anche a lui:
- E tu, Silvio, sinceramente, in che cosa credi?
- Соn tutto il rispetto che Le debbo, io credo che Lei sia seduto al mio posto.
Tra gаy:
“A me piacerebbe tanto essere una star del varieta’, poter indossare tutte quelle piume, i lustrini, e poi tutti i fans, dimenarmi in pubblico tra l’ammirazione generale…”.
“Bello, non c’e’ che dire, ma vuoi mettere far parte di una squadra di football americano? Andare negli spogliatoi соn quei bei maschioni, poi nelle docce…”. Il terzo, un po’ in disparte:
“Dite quello che volete, ma secondo me non c’e di meglio che poter essere un’autoambulanza…”.
“Un’ambulanza!?” fanno eco gli altri, “ma sei matto?”.
“Ma matti sarete voi! Cosa volete di piu’ dalla vita? Ti aprono tutto dietro, ti infilano un uomo intero e poi DEVI andare in giro per la citta’ facendo UAHHH UAHHHH a gola spiegata…”
Due carabinieri stanno salendo su una strada di montagna molto stretta соn la loro auto di sevizio.
Un pastore li ferma e dice:
“Scusate, agenti posso farvi una domanda?”
“Certo”, risponde uno dei due carabinieri. “Perche’ state salendo in retromarcia?”
“Beh, vede… la strada e’ molto stretta, ci passa soltanto una macchina, e, se scendendo non troviamo uno spiazzo per fare manovra, abbiamo l’auto messa in modo tale da scendere piu’ comodamente”.
“Ah, e’ vero”, dice il pastore, “E dire che vi reputano stupidi!”
Qualche ora piu’ tardi lo stesso pastore ferma i due carabinieri di prima ed esclama:
“Posso farvi un’altra domanda? Perche’ state scendendo in retromarcia?”
E i carabinieri:
“Eh… lo spiazzo lo abbiamo trovato!”